Esiste un Halloween italiano?

Halloween originariamente era una festa pagana dell’antichità, Samhain, ovvero il capodanno celtico, durante il quale, le barriere tra il mondo dei vivi e quello dei morti venivano abbattuta e le anime dei defunti potevano visitare il mondo dei vivi. Successivamente, i cristiani sincretizzarono il capodanno celtico con la festività dei morti, ma alcuni elementi della religione pagana rimasero, fino a diventare la sorta di Carnevale che tutti conoscono.

In Italia, ha cominciato a diventare una vera e propria festa solo negli ultimi anni, ma non si può dire che fosse del tutto sconosciuta.

I Feralia: la festa dei morti dell’antica Roma

I celti non erano gli unici ad avere una festività in cui onorare i morti: il 21 febbraio, nell’antica Roma, si festeggiavano i Feralia.

Durante questo giorno di febbraio, si rendeva onore ai defunti con sacrifici pubblici ed offerte ai Mani, ovvero le anime dei propri cari, che una volta arrivati nell’aldilà diventavano i protettori della casa. Per l’occasione, i romani portavano delle offerte alle tombe dei propri cari, ovvero delle ghirlande di fiori, delle viole, delle spighe di grano, del sale e del pane imbevuto nel viso, posto in un vaso d’argilla. Sembra che questo gesto, ricalcasse quello fatto da Enea, sulla tomba del padre Anchise.

Nel corso della giornata, sebbene non fosse considerato nefasto, non venivano celebrati degli sposalizi, i templi non erano aperti e i magistrati dovevano indossare la toga pretesta.

Può darsi che la festa romana e quella celtica non abbiano nulla in comune, a cominciare dalla data, ma in entrambe le culture le feste comprendono dei riti e dei sacrifici, per commemorare i defunti.

Halloween è nato in Sardegna

La festività dei morti, dagli inizi del cristianesimo a oggi, ha fatto molta strada, ma se si vuole cercare Halloween in Italia, basta pensare alla Sardegna dei primi del Novecento. In quel periodo, nella regione, tra il 31 ottobre e il 2 novembre, si ricalcavano delle usanze pagane, a cominciare dalle zucche intagliate ai bambini che si travestivano e chiedevano i dolci ad ogni porta. A testimoniarlo, sul web si può trovare una foto dell’epoca in cui i bambini indossavano delle maschere di fantasmi, realizzata con dei fogli di carta.

La Sardegna, tuttavia, non è l’unica ad aver adottato delle usanze pagane per la ricorrenza: in Calabria, ad esempio, ancora oggi alcuni allestiscono dei banchetti presso le tombe dei defunti, un’usanza ripresa dagli etruschi, e a Manfedronia, c’è chi appenda sui muri le “calze dei morti”, che vengono riempiti dei dolci, tra la prima notte del primo e del secondo di novembre.

C’è chi afferma che Halloween non è una festa italiana, e papa Francesco ha ribadito che il 1° di novembre è una festa per onorare i santi, ma la verità è molto più complessa, in quanto ogni cultura ha un giorno per onorare i morti. Ad ogni modo, è una festività che piace a molti, soprattutto ai bambini, che amano travestirsi.

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