Bollicine d’acqua sul corpo: come vengono e come eliminarle

Le bollicine d’acqua sul corpo sono delle lesioni cutanee elementari, con la presenza di liquido. Liquido che è costituito da essudato sieroso o siero-ematico sotto lo strato epidermico superficiale. Esse si presentano rilevate, con dimensioni che vanno dai 5 ai 10 mm.

La raccolta sierosa o siero ematica si trova, da un punto di vista istologico, tra epidermide e derma o in sede epidermica. La pelle, infatti, è costituita da tre strati principali; il più superficiale detto epidermide, l’intermedio detto derma, il più profondo detto ipoderma.

Queste lesioni possono essere isolate o raggruppate. Inoltre possono essere limitate ad un’area della superficie cutanea (es nelle bruciature), o coinvolgere tutte le aree cutanee del corpo (es varicella).

Più propriamente, si parla di:

  • Vescicole: hanno una dimensione inferiore ai 3mm, rilevate con liquido sieroso o siero-ematico
  • Bolle: hanno una dimensione maggiore delle vescicole, rilevate e circoscritte, di colore chiaro con liquido sieroso o siero ematico.
  • Nel caso contengano pus, si parla più propriamente di pustola (per infezione batterica secondaria della bolla da parte di batteri detti piogeni, o batteri del pus).
  • Flittene: le bolle dovute ad ustioni di secondo grado o all’esposizione al freddo o a sostanze chimiche.

Cause delle bollicine d’acqua sul corpo

Molteplici sono i fattori che possono determinare la presenza di queste “bollicine d’acqua sul corpo”:

  • Fattori fisici, nell’esposizione alle alte temperature (ustioni, esposizione eccessiva al sole) e basse temperature (congelamento).
  • Fattori meccanici, come sfregamenti o attrito continui di aree cutanee (es. scarpe troppo strette)
  • Fattori chimici, come detergenti irritanti usati per la pulizia della casa.
  • Allergeni, come nelle dermatiti da contatto (es allergia da nichel).
  • Allergeni alimentari (pomodoro, latte, arachidi ecc.)
  • Sostanze urticanti, presenti in alcune piante (ortica).
  • Nelle allergie farmacologiche.
  • La comparsa di bollicine d’acqua sulla pelle può inoltre aversi in alcune malattie autoimmuni (pemfigo volgare), in diverse malattie infettive, tra le quali la varicella , l’impetigine e herpes zooster. Si possono riscontrare nella forma pustolosa della psoriasi e nella porfiria cutanea tarda (con danni epatici nei soggetti che abusano di alcool).

Le bollicine d’acqua sul corpo possono manifestarsi in associazione ad altri sintomi, come arrossamento e prurito, trasudazione, formazione di croste, talvolta anche con manifestazioni febbrili (malattie infettive).

Cosa fare se le bollicine d’acqua persistono?

Se le bollicine d’acqua tendono a persistere, o sono tante, è necessario consultare un dermatologo.

Il medico controlla l’estensione sulla superficie cutanea, l’eventuale coinvolgimento delle mucose, la presenza di pus (infezioni), arrossamenti, prurito e gonfiore (segni di processi infiammatori). Se lo ritiene opportuno, preleverà dei campioni con un tampone per stabilire attraverso un esame colturale un’eventuale agente infettivo. Potrà inoltre, se necessario, effettuare una biopsia cutanea per approfondire attraverso un esame istologico. O richiedere test allergologici, se sospetta allergia.

Nella maggior parte dei casi, le bollicine si risolvono spontaneamente senza cure mediche. È necessario fare attenzione a non provocare infezioni secondarie. La maggior parte delle bollicine è dovuta ad attrito o ustioni non gravi, che possono essere trattate anche in casa:

  • lavando con acqua e sapone;
  • non forando la bolla;
  • nel caso sia scoppiata una bolla, non staccare la cupola (serve a proteggere dalle infezioni).
  • se la bollicina sta per rompersi, disinfettarla e romperla con una siringa monouso, premere leggermente e disinfettare nuovamente.

Il medico è necessario:

  • nelle ustioni gravi;
  • se si sospetta un’allergia;
  • se si sospetti una malattia infettiva cutanea (virale, batterica, fungina);
  • se si ha una patologia conclamata;
  • se c’è molto gonfiore e arrossamento;

Egli provvederà ad indicare la terapia secondo il caso, utilizzando farmaci vari ad utilizzo locale o generale. Che potranno essere antibiotici, antimicotici, antivirali, antistaminici, antinfiammatori ed antipiretici (se c’è febbre).